Andar per funghi: divertirsi nel rispetto delle regole parte II

Andar per funghi: divertirsi nel rispetto delle regole parte II

Quali funghi raccogliere  

Ogni località da funghi ha quattro, al massimo cinque tipi di funghi che si raccolgono abitualmente. Un tempo erano più numerosi ma un tempo il sostentamento delle famiglie dipendeva anche dalla raccolta di funghi e castagne. È un peccato perché le specie commestibili e anche eccellenti sono molte di più ma talora sono difficili da distinguere da quelle dannose (non velenose, che sono molto poche) e comunque, anche la raccolta di funghi segue la tradizione.

Andar per funghi: divertirsi nel rispetto delle regole. Un magnifico esemplare di Boletus Edulis

In Piemonte, all’epoca dei porcini (Boletus Aedulis, Boletus Aereus), in genere si raccolgono solo quelli e, a fine stagione, gli ovuli (Amanita Cesarea). Si raccolgono anche i cosiddetti galletti, o creste di gallo o gallinacci (Chantarellus cibarius), che sono probabilmente il più squisito dei funghi. Sono funghi gregari quindi nascono in gruppo, generalmente in cerchio. Vi è tuttavia un fungo tossico che può essere confuso con il galletto da raccogliitori inesperti: si tratta dell’Omphalotus olearius, tossico ma non mortale, che ha però il cappello marrone e il gambo giallastro mentre il galletto buono è interamente giallo/arancione. 

Talora, si raccolgono anche le colombette more, che però possono essere confuse con altre specie di Russole la cui tossicità è variabile. La colombetta mora, cioè la Russula virescens, ha colore verdastro sul cappello, che è spesso intensamente screpolato; le lamelle sono color crema o ocra, secondo la maturità. Crescono, come i porcini, sotto i castagni e le querce, sono molto ricercate e non crescono molto abbondantemente ma se ne trovate un cerchio, c’è veramente da far festa, perché sono funghi squisiti. Tuttavia, se non si è esperti, meglio lasciarle dove stanno. 

Una nota fondamentale: gli ovuli giovani sono semplicemente degli ovetti bianchi. Purtroppo, nello stadio giovane, si presentano nello stesso modo anche tre degli unici funghi velenosi mortali, appartenenti sempre al genere Amanita: l’Amanita Phalloides (la più diffusa), tipica dei sottoboschi di latifoglie, come castagni, querce, noccioli, l’Amanita Virosa, che però è una specie montana, e l’Amanita Verna, che cresce sotto latifoglie e aghifoglie.

Andar per funghi: divertirsi nel rispetto delle regole. Un magnifico esemplare di Boletus Aereus, per gli amici il Nero

Un ovulo aperto, in tutto il suo splendore

Un ovulo ancora chiuso

Fondamentale, quindi, fare un taglietto nell’uovo e vedere se l’interno è proprio color rosso d’uovo. Se non lo è (impossibile sbagliarsi, il colore deve essere quello) si tratta proprio dell’Amanite Phalloides. Liberatevene immediatamente e pulitevi le mani o, almeno, non mettetele in bocca.

Se siete molto fortunati potrete imbattervi nella meravigliosa Amanita Muscaria, dal cappello rosso a puntini bianchi, il fungo delle favole: estraete il telefono e immortalatela, perché è il fungo che qualsiasi bambino disegnerebbe (anche voi).

Un’ultima avvertenza: è molto importante riporre i funghi in un cesto di vimini perché in questo modo si permetterà alle spore di cadere nel bosco, dando vita ad altri funghi. Un’ottima abitudine, una volta puliti i fu1nghi,  è ritornare nel bosco con gli scarti e buttarli a terra.

Chissà che il prossimo anno non troviate una “bollata” tutta per voi! 

Andar per funghi: divertirsi nel rispetto delle regole. Un’ Amanita Muscaria, il velenoso fungo delle favole 


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