Andar per funghi: divertirsi nel rispetto delle regole parte I

Andar per funghi: divertirsi nel rispetto delle regole parte I

I boschi sono lì, e sembrano di tutti. In realtà non è così perché anche la raccolta funghi è seriamente regolamentata e infrangere le regole può costare molto caro. La Regione Piemonte in attuazione alla Legge Regionale n. 24/07, ha definito gli importi relativi al Tesserino per la raccolta funghi per il triennio 2020 – 2022 come segue: 
 
• Giornaliero con un versamento di € 5,00  

• Settimanale con un versamento di € 10,00  

• Per 1 anno con un versamento di € 30,00 valido fino al 31.12.2020  

• Per 2 anni con un versamento di € 60,00 valido fino al 31.12.2021  

• Per 3 anni con un versamento di € 90,00 valido fino al 31.12.2022  

Bisogna poi considerare che ci sono consorzi locali che richiedono uno specifico ulteriore tesserino, addirittura consorzi che concedono il tesserino solo a chi è proprietario di boschi nella zona e, eventualmente, ad un suo ospite, per un solo giorno. Le multe sono salate e i funghi vi saranno sequestrati. 

Ciò premesso, immaginiamo di aver fatto il nostro tesserino e di essere finalmente entrati nel bosco. 

Qualche consiglio per i fungaioli poco esperti, seppi regole che potrebbero rivelarsi molto utile per prevenire incidenti e avventure spiacevoli. 

In primis, i boschi sono delle creature che li abitano, cinghiali, daini e, sì, anche serpenti e vipere. L’incontro con uno di questi animali deve essere affrontato con buon senso.  

I daini sono particolarmente timidi ma i cinghiali, specialmente le femmine con cuccioli, possono diventare molto aggressive. Se le vedete, rimanete immobili, non cercate di toccare i cuccioli, anche se sono tanto carini. Nascondetevi dietro ad un albero abbastanza grande da ripararvi e restateci immobili sinché la famigliola non si sarà allontanata. 

Con i residenti abituali, un po’ di buona educazione 

Per le vipere, la faccenda è un po’ più seria: in primo luogo, mai mettere le mani a terra prima di aver toccato il punto con un bastone. Anche le vipere sono timide e non hanno maggior voglia di incontrare voi di quanto ne avete voi di incontrare loro: non accadrà mai che una vipera strisci verso di voi con aria minacciosa, al contrario, si allontanerà in fretta. Poiché sarete sicuramente rumorosi, è probabile che le vipere, mentre vi state avvicinando, siano fuggite da un bel pezzo. La maggior probabilità di imbattercisi è avvicinarsi e frugare fra sassi e legna accatastata. Essendo animali a sangue freddo, anche le vipere hanno bisogno del calore del sole per termoregolare la temperatura corporea. Tendono, quindi, a restare al sole per ore per catturare il calore dei raggi ma in anfratti al riparo dai predatori.  

Per evitarle, quindi, occhio a dove mettete i piedi (potrebbero reagire, se calpestate) e, soprattutto, le mani. Prima di mettere le mani in terra, prima di raccogliere un fungo, sinceratevi con la punta del bastone che non ci siano movimenti sospetti. Il morso della vipera è doloroso ma è difficile morirne. Senza fare tentativi alla Rambo, nel caso vi accadesse, legate strettamente l’arto al di sopra del morso, allentandolo ogni mezz’ora, e dirigetevi con calma all’auto e al primo Pronto Soccorso.  

Ancora sulla vipera: non è vero che si arrampicano sugli alberi per partorire, non possono scivolare su per il tronco, al massimo raggiungere, in condizioni particolarmente favorevoli, un piccolo cespuglio (per esempio se è accostato a un masso). Insomma, non sono quelle temibili creature che i più si immaginano. 

Un’ Amanita Phalloides, l’unico fungo velenoso mortale delle nostre zone 

Ricordiamo anche che le vipere, seppur sgradevoli, fanno parte dell’ecosistema e che sono animali protetti: non potete quindi ucciderle credendo di fare del bene all’umanità. Né, tantomeno, infierire su altri innocui serpentelli. Tutti i rettili e gli anfibi italiani sono infatti specie protetta e non devono essere molestati o uccisi. 

Detto questo, passiamo alla buona educazione: nei boschi non si rastrellano le radici degli alberi spogliandole del loro manto di foglie. Al più, si possono scostare delicatamente le foglie per sincerarsi che quello che ci sembrava un fungo lo sia effettivamente. Non si rompono o calpestano i funghi cattivi”, perché gli animali se ne cibano e sono perfettamente in grado di distinguere quelli dannosi da quelli buoni, almeno per loro. 



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