Falsi cibi italiani: un divertente catalogo

Falsi cibi italiani: un divertente catalogo

Ci è capitato di recente sott’occhio un divertente articolo sulle esperienze di un americano con il cibo italiano in Italia. 

Sembrerà stano a chi non ha mai visitato gli States ma, a fronte di migliaia e migliaia di ristoranti italiani, la cucina che si assapora (per modo di dire) di italiano ha solo il nome, e talora nemmeno quello. 

Un divertente programma televisivo come Little Big Italy, condotto dallo chef e imprenditore Francesco Panella, rivela alcuni obbrobri spacciati come cibi italiani. Ma non solo, anche ai ristoranti ai quali viene riconosciuta una certa italianità, sfuggono particolari che per noi sono imperdonabili. 

La nostra meravigliosa cucina si è formata nei secoli, con una magnifica varietà di piatti fra regione e regione, fra province, addirittura fra paesi limitrofi. Per questo certi scherzi ci fanno ridere, certo. Ma anche riflettere. 

Nell’articolo, molto spiritoso, erano elencati i classici piatti che un americano si aspetta di mangiare in Italia e che mai mangerà, se non in qualche raro ristorante extra-turistico. Ed è divertente notare che anche nel programma televisivo citato, gli errori sono sempre quelli: pollo al posto del vitello, pasta scotta, panna dove non va, olio di tartufo… 

Passiamo quindi a tracciare l’elenco dei cibi italiani che un americano si aspetta di mangiare in Italia, ma che, con sua grande delusione, non mangerà

Cominciamo da due capisaldi: il formaggio grana si grattugia sui piatti di pasta in bianco, sul ragù, sul pomodoro. Chiedere al cameriere di spolverare il grana sul risotto allo scoglio, scatenerà una reazione abbastanza irritata. 
In secondo luogo, in Italia, a tavola, si bene vino, acqua o, al massimo, birra. I soft drinks sono riservati ai bambini. Mai e poi mai, anche se a colazione è delizioso e se ne va pazzi, si accompagna il pasto con il cappuccino, anzi, molti ristoratori si rifiutano di servirlo . 

Ordinare una pizza con l’ananas può scatenare la più folle ilarità fra gli astanti e i pizzaioli. 

I sei cibi italiani/non italiani che non mangerete mai in Italia 

1. Sarà normale nella cucina britannica e statunitense ma gli italiani non condiscono la pasta con il pollo: è una questione di consistenza, di omogeneità del gusto. Insomma, non esiste una ricetta italiana che preveda un ragù, spezzatino o altro con la pasta.

2. La pasta non si serve nello stesso piatto del secondo, come fosse insalata. In Italia antipasto, primo e secondo sono ben distinti. E non è la stessa cosa di servire il riso con la carne o il pesce, come nella cucina cinese. La pasta non è riso
Le verdure sono un contorno ma difficilmente vengono mescolate al secondo, a meno che fungano da guarnizione. Vengono portate in contenitori a parte e il commensale può metterle nello stesso piatto ma non devono arrivare in tavola mescolate. L’insalata, poi, servita con un piatto caldo si scalda, si affloscia, e costituisce un ben misero spettacolo.  
 
3. Sulla pizza e sulla pasta non si mette il ketchup, riservato, se proprio necessario, ad hamburger e patatine fritte 
 

Piatti finto/italiani: wall of shame 

4. Non esistono, in Italia, le Fettuccine Alfredo e nemmeno gli spaghetti con le polpettine. Per non parlare degli spaghetti al ragù. Il ragù è servito con le tagliatelle, ed è principalmente preparato con carne di vitello o maiale, aromi, passata di pomodoro e vino rosso. Esistono anche ricette di ragù senza pomodoro. 
 
5. Il metodo corretto per cucinare e servire la pasta è rovesciare la pasta ben al dente nella salsa calda e mescolare insieme nella padella. Questo permette alla pasta di assorbire il sapore della salsa e dona una bella consistenza ad ogni forchettata.  
 
6. Pasta scotta: gli Americani dicono che in Italia la pasta viene servita cruda. In realtà quel “dente” con cui noi definiamo il punto esatto di cottura, migliora il sapore della pasta e tiene meglio il sugo. E fa anche bene alla salute, dato che la pasta scotta ha un indice glicemico più alto ed è anche indigesta.

Molti Americani partono dall’Italia dicendo che il cibo italiano è più buono in America ma semplicemente perché la cucina italiana di laggiù si è adattata a papille gustative che, eccitate dalle salse degli hamburger, dai condimenti dei piatti take away, hanno difficoltà a percepire e apprezzare i gusti semplici e genuini, classici, bilanciati. Gusti di casa propria, insomma. 



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