E se Burger King fosse da Stella Michelin?

E se Burger King fosse da Stella Michelin?

Parlare di guida Michelin e Burger King sembra un paradosso. Di per sé, le catene di fast food sembrano proprio il contrario di quanto la guida premia: prodotti di qualità, padronanza della cucina, originalità dello chef.  Ebbene, chiede Burger King Belgio: “chi dice che non ci meritiamo una stella?” E lo fa in occasione dell’uscita della nuova edizione della guida che, comunque, non manca mai di sollevare polemiche.  Ma qui siamo nel campo della cultura pop, della quale i fast food fanno sicuramente parte. 
“Sappiamo che l’accostamento tra la stella e Burger King non è immediato – ammette Burger King. A tavola non abbiamo posate d’argento o tovaglie di seta, o un cameriere a ogni ingresso. Al contrario potrete trovare tovaglioli di carta a ogni tavolo, mangiare con le mani, usufruire di un servizio take-away e mangiare il vostro pasto esattamente dove più vi aggrada”. 

Una provocazione, forse, oppure il tentativo di distinguersi nel vasto mondo dei fast food. La battaglia con MC Donald è infinita, e questo potrebbe essere una delle strategie di differenziazione: insomma, noi siamo più bravi e ve lo dimostriamo. 

Burger King: il nostro Master Angus meriterebbe una stella 

Burger King Belgio, orgoglioso del suo nuovo prodotto, il Master Angus, prodotto con carne di Black Angus, pane bianco, maionese di cipolla, mostarda, cheddar, bacon croccante, pomodori, insalata, vuole che i severi ispettori Michelin lo assaggino: la foto è invitante e probabilmente il panino è più che gustoso. Bisognerebbe poi valutare i valori nutrizionali, eventuali additivi eccetera.  Sorge però un dubbio: può la catena garantire la qualità di ogni punto vendita? Può garantire che in ogni fast food verranno seguite le regole guida non solo per la cottura ma anche per il confezionamento degli hamburger? 

Fast food e mistery shopper: una realtà poco conosciuta 

È poco noto che sia Mc Donald sia Burger King fanno uso di mistery shopper, cioè clienti pagati dall’azienda che, anonimamente, devono visitare in incognito i punti vendita per verificare non solo l’ordine e il decoro della sala, dei bagni, degli spazi esterni, ma anche i tempi di preparazione e la presentazione del prodotto, che vuol dire: il panino deve essere farcito in maniera ordinata, con l’hamburger perfettamente al centro. Le verdure non devono sbordare eccessivamente e il prodotto deve essere di facile manipolazione, senza scolamenti e cadute. Questo tipo di presentazione è la regola base che le due catene perseguono, appunto, grazie alle segnalazioni dei mistery shopper. 

Ora, diciamocelo francamente: quante volte vi è stato servito un panino perfettamente simmetrico e bilanciato? Oppure vi è toccato un panino con la carne scivolata da una parte, tronchi d’insalata, formaggio troppo fuso, con colature al lato del panino? 
Non parliamo poi della profonda differenza dei Mc Donald da paese a paese. Per esperienza diretta, in alcuni paesi europei non sono rispettate nemmeno le più semplici regole igieniche, e persino i famosi bagni impeccabili di Mc Donald risultano assimilabili ai peggiori bagni da autogrill (non italiani. Dal Covid in poi, i bagni sono curatissimi, se non c’è passata prima un’orda di turisti). 

Quindi, come potrà svolgersi l’ispezione degli ispettori Michelin? 

La “sorpresa” Guida Michelin 

Sappiamo che l’ispezione viene fatta a sorpresa, senza presentarsi, senza annunciarsi e in un qualsiasi punto vendita. “Ma perché, la Michelin ha accettato?”, si chiederanno in molti. Sì, due ispettori della Michelin si sono detti disponibili a fare questa prova, in occasione della presentazione della celebre guida rossa in Belgio. 
È inimmaginabile lo sforzo che il gigante del fast food farà per uniformare la qualità dei punti vendita. E la pressione alla quale saranno sottoposti i dipendenti. 
E se davvero gli ispettori Michelin assegnassero la prestigiosa stella? Una autentica rivoluzione: questo significa che il fast food può garantire l’intera filiera dei prodotti da tutti i punti di vista, tipicità, sostenibilità, etica
Dicono da Burger King: “Avete mai servito in qualcuno dei ristoranti contenuti nel vostro piccolo libro rosso un piatto così gustoso servito in soli cinque minuti, da mangiare in un ristorante dove potete sedervi senza aver prenotato tre mesi prima? Assolutamente no. Per questo, cari ispettori, vi preghiamo di colmare questo gap durato 66 anni”. 

Staremo a vedere. 



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