Cosa mangeremo nel 2022: l’intelligenza artificiale lo ha predetto già dal 2019

Cosa mangeremo nel 2022: l’intelligenza artificiale lo ha predetto già dal 2019

Si tratta di Spoonshot, una piattaforma emergente di intelligenza alimentare capace di anticipare le tendenze culinarie all’avanguardia che influenzeranno i menù, lo sviluppo dei prodotti e il comportamento dei consumatori nel 2022. Sfruttando l’enorme pool di dati di Spoonshot, Liz Mosko, leader nei trend del settore alimentare, sin dal 2019 ha indicato con certezza queste tendenze senza limitarsi, come i più, a registrale una volta iniziate. 
 
Spoonshot analizza miliardi di dati da più di 950 fonti di dati e analisi statistiche a coda lunga (temine inventato da Anderson nel 2006, la “coda lunga” esprime il successo dei tanti piccoli prodotti/servizi che vendono meno rispetto ai Grandi del Mercato). Queste fonti includono riviste scientifiche, communities e organizzazioni legate a cibi di nicchia, diete e comportamenti alimentari etici e piattaforme di social commerce.  

Benvenuti quindi, nel futuro del cibo!

Prevedere il futuro del cibo per prepararsi alle aspettative dei consumatori 

«Sfruttando la tecnologia AI di Spoonshot, gli esperti di cibo, come me, possono prevedere le tendenze prima che accadano – afferma la Moskow, “futurologa” di alimenti e bevande – Questa metodologia di previsione anticipata consente alle aziende di servizi di ristorazione e di largo consumo di ottenere un balzo in avanti nelle loro “piperline” di innovazione e sviluppare e rilasciare prodotti in modo più tempestivo per stare al passo con i concorrenti». 

Le previsioni per il 2022 

Ma veniamo alle previsioni rilasciate nel 2019 e cerchiamo di capire se e come la Futurologa ci ha azzeccato. 
 
Sempre meno zucchero negli alimenti. Con la continua crescente pressione da parte dei consumatori per ridurre il contenuto di zucchero nei prodotti, le aziende di largo consumo si stanno impegnando per trovare una nuova fonte di dolcezza.  

In pole position c’è l’allulosio, un dolcificante ipocalorico derivato dal grano e da alcuni frutti: è meno dolcificante dello zucchero, quindi se ne deve usare di più ma, a quanto pare, non viene metabolizzato dall’organismo. 

Ceci, il legume del futuro. La sperimentazione è in corso sia con la farina di ceci sia con la cosiddetta aquafaba (acqua di ammollo dei ceci). La farina di ceci prenderà il posto della farina di grano per creare basi per pizze, torte eccetera, e l’aquafaba quello dei latticini per gelati e dolci. 

La Carruba: un grande ritorno. Nonostante la cattiva reputazione come sostituto del cioccolato in anni bui, la carruba, ad alto contenuto di HYP (idrossiprolina, un amminoacido non standard, componente del collagene), è destinata a ridefinire il proprio ruolo come integratore di collagene per i vegetariani. Si troverà nel caffè, nelle bevande dietetiche, nei prodotti da forno e nelle barrette.  

Mix di sapori. Anche se l’idea fa un po’ impressione, abbinare le alghe col caramello dolce o la salsa di pesce con lo zucchero bruciato, questa mash-up di sapori potrebbe essere una delle tendenze del futuro. 

D’altra parte, quest’anno è stato tentato con successo l’abbinamento del caramello salato al gelato e non sono infrequenti abbinamenti che, ai più, sembrano un po’ stravaganti. Per un non Genovese, ad esempio, veder tuffare la focaccia salata nel cappuccino può essere disgustoso. Eppure, i Genovesi lo fanno da sempre, lo adorano e chi prova per la prima volta si stupisce di quanto è azzeccato il matrimonio fra l’olio e il sale della focaccia e la dolcezza del caffè con latte, specialmente se con molta schiuma. 

La Copaiba. Si gratta di un olio essenziale completamente legale (almeno sino ad ora) derivato dalla resina dell’albero Copaifera. Ha un sapore legnoso e dolce e contiene terpeni che interagiscono con il sistema endocannabinoide del corpo fornendo, presumibilmente, benefici terapeutici simili al CBD. Aggiunto con parsimonia a tisane, decotti, spremute, eccetera, la copaiba potrebbe favorire il rilassamento. 

La rivolta Green! Dopo vegani e vegetariani, che fanno la loro parte per combattere il cambiamento climatico evitando la carne da anni, pare sia in arrivo un approccio ancor più radicale: eliminare tutti gli alimenti con un’elevata impronta di carbonio, come carne e formaggio, mangiare solo cibi di stagione coltivati ​​localmente evitando prodotti che sfruttano gli animali e incidono sui cambiamenti climatici. Questa dieta prevederebbe il consumo di alghe, legumi, cereali, specie invasive di piante, pesci e insetti. 

 Il ritorno dei grassi buoni. Le ricerche sull’olio d’oliva evidenziano le proprietà dell’Eenolide, un componente chimico dell’olio d’oliva che ha dimostrato proprietà antipertensive, e del Tirosolo, un composto protettivo contro le malattie neurodegenerative. Dal 2020 l’olio extravergine di oliva sarà il grasso più popolare, completamente sdoganato da sospetti e dubbi dietetici. 

Quante di queste previsioni si sono avverate o si stanno avverando?  

La Futurologa ha sicuramente azzeccato la previsione del revival dell’olio EVO, ma era facile, e della produzione di cibi e bevande con sempre meno zucchero. Anche la rivolta green sembrerebbe essere in partenza. Per le altre previsioni, se ne riparlerà nel 2022. 

Fonte: https://www.issuewire.com/future-of-food-predictions-2021-1648391128548070



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