Come si mangia il sushi: tipi di sushi ed etichetta

Come si mangia il sushi: tipi di sushi ed etichetta

Come si mangia il sushi? Ebbene sì, come esiste un’etichetta per mangiare i cibi occidentali, esiste anche un’etichetta per mangiare il sushi, questo piatto amato ormai da tutti, senza confini d’età o paese. 

Il successo del sushi potrebbe essere discusso per ore senza arrivare a capo di nulla: lo amiamo perché è così bello e multicolore? Perché è porzionato e lo si può mangiare in un boccone? Perché si può mangiare con le mani? Perché sembra solo uno spuntino poco calorico o perché ha un aspetto fresco e invitante?  

Dall’inizio degli anni 2000, quando la popolarità del sushi ha raggiunto il picco, è diventato un piatto tradizionale, spesso un po’ modificato per adattarsi ai gusti locali, specialmente nei paesi occidentali. Ma la sua popolarità non si limita alla consumazione al tavolo ma è diventato un piatto popolare anche nel delivery.  

Al di fuori del Giappone, il sushi è considerato un piatto quotidiano, molti lo consumano nei sushi-bar a mezzogiorno, oppure lo comprano già inscatolato per portarselo in ufficio o, addirittura, in spiaggia. In Giappone non è così.  

 Il sushi in Giappone 

Il sushi, infatti, è una portata piuttosto costosa ed esistono due tipi di ristoranti di sushi: i ristoranti tradizionali, i più costosi, dove lo chef prepara i singoli piatti di sushi davanti ai clienti, seguendo i loro ordini o il menu del ristorante e i più economici kaiten-zushi (o sushi a nastro trasportatore), dove i clienti prendono i piattini già preparati e coperti su un nastro trasportatore che scorre dalla cucina. 

In Giappone il termine sushi, o meglio zushi, è un suffisso per definire varie prelibatezze come il Nigiri-zushi, che è il sushi tradizionale, una pallottola di riso coperta da una fetta di pesce o crostaceo crudo.

Esiste poi, il maki-zushi (sushi arrotolato), fatto di pesce, riso e altri ingredienti, spesso avocado o creme che vengono arrotolati in un foglio di alga nori. Il maki-zushi può anche essere fritto.

Simile al precedente è l’Uramaki-Zushi, ma qui il riso è all’esterno e le alghe avvolgono il ripieno. Questi involtini spesso hanno molti condimenti o salse, e anch’essi possono essere cotti o crudi.

Il Temaki-Zushi è arrotolato a mano e assemblato a forma di cono. Poco conosciuto in Occidente, il Chirashi-zushi (sushi sparso), è una ciotola di riso ricoperta da sottili fette di pesce crudo, cioè sashimi. 

Esistono poi infinite definizioni per alcune varianti, ma non si sa bene quante riasalgano veramente alla tradizione, come il Tiger Roll, composto da avocado, tempura di gamberi, cetriolo e tobiko (uova di pesce volante – uova di pesce); il Philadelphia Roll, fatto a forma di Temaki, che contiene salmone, avocado e crema di formaggio; il Crunch Roll, con tonno piccante, alghe croccanti, tempura; il Dynamite Roll, con tempura di gamberetti, germogli di soia, carote, avocado, cetriolo, peperoncino, maionese piccante; il Dragon Roll, con anguilla, granchio, cetriolo / avocado all’esterno, salsa di anguilla. 

Come si mangia il sushi: un po’ d’etichetta 

Quando si mangia sushi è utile pensare alle sue origini e al modo in cui si è sviluppato il nigiri-zushi e maki-zushi. Nonostante il sushi in bocconcini inizialmente fu creato come forma di fast food da mangiare con le dita, è comunque utile sapere come maneggiarlo con le bacchette, soprattutto per i contorni che non possono essere raccolti con le dita.  

Naturalmente, ci sono anche alcune regole sottili e non scritte che vi faranno ben figurare come veri intenditori che sanno stare ad una tavola giapponese. 

Prima di mangiare bisogna usare la tradizionale salvietta calda per lavarsi le mani. Il piatto va scelto prima di essere toccato, e va preso senza muoversi dal proprio posto (se c’è il nastro) oppure ordinarlo allo chef. 

In linea di principio non esiste un ordine di presentazione stabilito per i diversi tipi di sushi e per i contorni. Tuttavia, la maggior parte dei giapponesi mangerebbe prima il sashimi. E quando si tratta del nigiri-zushi, probabilmente mangerebbero per primo il tonno (maguro), soprattutto se è un tonno fine e grasso (toro).  

Se servito con nori, è una buona accortezza mangiarlo subito dopo che è stato preparato, perché il nori assorbendo l’umidità diventa rapidamente morbido,

Quindi, preferibilmente con le bacchette, immergete delicatamente il lato di pesce (non il riso) del nigiri-zushi nella salsa di soia e poi posizionate il lato di pesce del nigiri sulla lingua per goderne appieno il gusto. Ogni pezzo va mangiato in un solo boccone. Se condividete un piatto con altri commensali, usate il lato opposto delle bacchette per servirvi dal piatto comune. I piatti vanno svuotati, non bisogna lasciare nemmeno un chicco di riso. 

Al termine, le bacchette vanno posate orizzontalmente su un piatto. 

Di grande maleducazione è mangiare un boccone in più morsi, annegarlo nella salsa, spostarsi per acciuffare uno specifico piatto sul rullo, prelevare un singolo boccone da un piatto e così via. 

Insomma, è una delizia amata da tutti, ma consumarla civilmente è molto più appagante.



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